Oltre 119 milioni. Prenotare voli, hotel o attività turistiche comporta spesso la condivisione dei propri dati con diverse aziende. Una ricerca condotta da NordVPN e Saily ha quantificato questo rischio: tra il 1° gennaio 2021 e il 18 agosto 2026, sono stati osservati 119,4 milioni di record relativi a viaggiatori in 494 violazioni nel settore dei viaggi.

I dati compromessi non si limitano a email e credenziali. Nel campione analizzato, il 92% delle violazioni conteneva nomi completi, l’87% numeri di telefono e il 78% indirizzi fisici. Il 55% dei casi includeva date di nascita, il 46% password, il 19% la nazionalità e l’11% informazioni contenute nei documenti d’identità. Questi elementi, combinati, possono fornire un profilo molto dettagliato di una persona.
Oltre 119 milioni: perché è importante
La sostituzione di una password è relativamente semplice, mentre nome, data di nascita e dati d’identità sono difficili o impossibili da modificare. Queste informazioni possono persistere nei sistemi dei fornitori anche dopo la conclusione del viaggio o quando l’utente ha dimenticato di aver creato un account.
Il rischio non è limitato agli attacchi contro grandi piattaforme, ma si estende a ogni fase della prenotazione: agenzie online, tour operator, compagnie di noleggio e servizi locali. Anche una semplice carta d’imbarco può rivelare più dati personali del previsto, soprattutto se codici di prenotazione e cognome consentono l’accesso a sistemi poco protetti.
L’analisi evidenzia un doppio modello di rischio: piattaforme di prenotazione, agenzie di viaggio online, tour operator e fornitori di attività hanno rappresentato il 55,5% delle violazioni. Questo gruppo include anche operatori regionali e imprese più piccole con sistemi datati o risorse limitate.
Cosa cambia e quali sono gli effetti
Le compagnie aeree mostrano una frequenza inferiore ma un impatto potenzialmente maggiore. Sono state individuate 21 violazioni in questa categoria, con una media di circa 1,2 milioni di record esposti per incidente. Per prenotazioni, agenzie online, tour e attività la media si è fermata a circa 107.000 record: gli incidenti sono stati circa 13 volte più numerosi, ma una singola violazione ai danni di una compagnia aerea ha esposto in media oltre 11 volte più dati.
La distribuzione complessiva conferma l’assenza di un unico punto debole. Autonoleggi, crociere e ferrovie hanno rappresentato il 27,7% dei dati osservati, prenotazioni e tour il 24,6%, hotel e resort il 23,7% e compagnie aeree il 21,2%. I viaggiatori possono ridurre la quantità di dati condivisi evitando account non necessari, utilizzando password diverse per ciascun servizio e attivando l’autenticazione a più fattori quando disponibile. Al termine del viaggio è consigliabile eliminare le informazioni di pagamento o d’identità salvate, chiudere gli account inutilizzati e richiedere la cancellazione dei dati associati. Prima di caricare documenti come il passaporto, è opportuno verificare che la richiesta sia effettivamente indispensabile.
Fonte e approfondimento su oltre 119 milioni: articolo originale.
* Contenuto realizzato con l'ausilio di sistemi di intelligenza artificiale.
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