Home / News / iOS blocca circa 100.000 parole e frasi dall’autocompletamento e dalla digitazione swipe

iOS blocca circa 100.000 parole e frasi dall’autocompletamento e dalla digitazione swipe

IOS autocompletamento. Un ricercatore ha scoperto in iOS una lista non dichiarata di circa 100.000 parole e frasi, in diverse lingue, escluse dalle funzioni di autocompletamento e digitazione swipe. Il blocco non impedisce agli utenti di scrivere i termini manualmente, ma include espressioni considerate offensive o politicamente sensibili.

IOS autocompletamento: iOS blocca circa 100.000 parole e frasi dall'autocompletamento e dalla

Secondo quanto riportato da Reuters, la tastiera di iOS utilizza un elenco multilingue nascosto che esclude determinate parole e frasi dai suggerimenti automatici e dalla digitazione swipe. A individuare questa lista è stato il ricercatore Derik Kauffman, che ha reso pubblico l’elenco completo sul sito swipeblocked.com, suddiviso per lingua.

IOS autocompletamento: perché è importante

Non si tratta di un divieto assoluto: gli utenti possono comunque scrivere qualsiasi termine digitandolo manualmente o ignorando i suggerimenti predittivi. Tuttavia, le espressioni presenti nell’elenco non compaiono tra le proposte e vengono modificate automaticamente dalla tastiera durante la digitazione swipe.

Kauffman stima che l’elenco comprenda circa 100.000 voci, escludendo i caratteri cinesi, precisando che il conteggio può variare a seconda delle permutazioni considerate. La maggior parte dei termini sono volgari, offensivi o legati a sesso, droghe e violenza.

L’elenco italiano include attualmente oltre 306 termini, tra cui espressioni come “calabria saudita”, “crimea stata russa” e “avanzi di galera”. Negli Stati Uniti compaiono locuzioni a sfondo politico, quali “illegal immigrant”, “dictator Trump”, “sleepy Joe”, “covid was a hoax”, “left wing conspiracy” e “right wing conspiracy”, oltre a “Tibetan independence” e “United Ireland”. Tra i casi meno controversi figurano “Santa isn’t real” e “iMessage isn’t working”.

La lista varia in base alla lingua. In hindi, secondo Kauffman, non è possibile digitare con lo swipe espressioni dispregiative rivolte al primo ministro indiano Narendra Modi e al suo principale oppositore Rahul Gandhi. In francese risulta bloccata la frase “immigration too high”, mentre in ebraico “occupied territories”. Il ricercatore ha dichiarato che ogni lingua principale presenta una versione simile di questo sistema.

Kauffman ha notato il problema a settembre, quando lo swipe “inciampava” su alcune frasi come “bad boy” o “white man”, ma non su “bad girl” o “black man”. Ha utilizzato Codex di OpenAI e Claude Code di Anthropic per individuare l’elenco all’interno del sistema operativo, memorizzato come tabella hash poi riconvertito in testo.

Reuters ha verificato su un iPhone un sottoinsieme delle frasi segnalate, confermando che erano difficili da inserire con lo swipe o assenti dai suggerimenti. Un secondo ricercatore, Matt Suiche, ingegnere della società di cybersicurezza Tolmo, ha recuperato indipendentemente la stessa lista e l’ha confrontata con i dati interni di Apple, ottenendo una corrispondenza quasi perfetta.

Secondo Suiche, l’elenco è rimasto “in bella vista” per anni e dimostra come la comunicazione umana sia stata potenzialmente influenzata e filtrata all’interno delle app di messaggistica. Kauffman ritiene che questa scoperta evidenzi il bilanciamento tra la previsione di ciò che gli utenti vogliono scrivere e l’esigenza di evitare suggerimenti offensivi o politicamente carichi, con un possibile impatto sul modo in cui le persone comunicano.

Cosa cambia e quali sono gli effetti

Kauffman ha definito questo sistema una “forma molto leggera di censura”, sottolineando che, data la scala su cui opera Apple, anche un piccolo intervento può avere un grande impatto. Pur comprendendo l’intento di evitare l’invio accidentale di messaggi osceni o slogan infiammatori, ne contesta la coerenza applicativa.

Apple non ha commentato direttamente i risultati, né le dimensioni o la composizione dell’elenco, né i motivi per cui alcuni termini politici sono stati inclusi. Via email ha ricordato che gli utenti possono sempre digitare le parole desiderate e ignorare i suggerimenti predittivi, sottolineando che la tastiera è progettata per non proporre contenuti potenzialmente inappropriati o offensivi.

David Greene, senior counsel della Electronic Frontier Foundation, ha definito l’elenco in parte “inquietante” e si è interrogato sulle valutazioni di Apple, pur riconoscendo che potrebbe essere uno strumento utile per limitare suggerimenti indesiderati o provocatori. Ha aggiunto che gli utenti dovrebbero essere consapevoli di questa funzionalità e avere la possibilità di personalizzarla.

Tecnologie predittive simili hanno già causato problemi ad altre aziende, come Google, che è stata criticata e portata in tribunale per i termini di ricerca suggeriti. L’anno scorso Apple era finita al centro dell’attenzione quando alcuni utenti avevano segnalato che, dettando la parola “racist”, sullo schermo compariva brevemente “Trump”: l’azienda aveva spiegato che si trattava di un errore, poi corretto.

Fonte e approfondimento su IOS autocompletamento: articolo originale.

* Contenuto realizzato con l'ausilio di sistemi di intelligenza artificiale.