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OKXICE TSV: Wells Fargo, Cisco e Marvell si oppongono alle azioni tokenizzate

Il 24 ottobre 2026, sei nuove società hanno aggiunto le proprie azioni alla lista ufficiale delle opposizioni contro la quotazione di versioni tokenizzate dei titoli sulla piattaforma OKXICE TSV. Tra i nomi più noti figurano Wells Fargo, Cisco Systems e Marvell Technology. Con queste ultime adesioni, il totale delle aziende che si oppongono al piano è salito a 22.

OKXICE TSV: Wells Fargo, Cisco e Marvell si oppongono alle azioni tokenizzate

Perché conta

OKXICE TSV nasce come joint venture al 50-50 tra Intercontinental Exchange (ICE), la società madre della NYSE, e la holding statunitense di OKX. La piattaforma prevede il trading di azioni tokenizzate statunitensi disponibile 24 ore su 7 giorni, operando tramite pool di liquidità Uniswap v4 sulla blockchain XLayer, accoppiate a stablecoin come USDC. Il progetto si muove all’interno di un’esenzione per l’innovazione concessa dalla SEC (Securities and Exchange Commission), annunciata a settembre dopo che il Clarity Act si era arenato al Senato.

La mossa delle grandi aziende riflette una cautela istituzionale verso questo nuovo modello. Nasdaq ha dichiarato ufficialmente che escluderà le proprie azioni dall’esenzione per l’innovazione della SEC, allineandosi di fatto alla posizione di opposizione. D’altra parte, secondo il Fondo Monetario Internazionale (FMI), esiste una domanda reale per le azioni tokenizzate, in particolare durante gli orari di chiusura del mercato tradizionale.

I numeri

Il 15 ottobre erano state registrate 9 aziende opposte; il conteggio era salito a 16 il 19 ottobre. Con l’aggiornamento dell’avviso pubblico avvenuto venerdì, le opposizioni sono diventate 22. Le fonti concordano sul numero totale di 22 società e sulle sei nuove adesioni riportate nell’ultimo aggiornamento.

Cosa resta da capire

Le motivazioni specifiche che spingono queste aziende a opporsi non sono dettagliate negli avvisi pubblici. Inoltre, non è ancora chiaro quale sia l’effetto pratico di un’opposizione formale sulla possibilità concreta che un’azione venga effettivamente scambiata sulla piattaforma. Restano aperti anche dubbi tecnici: il venue non utilizza circuit breaker, non ha politiche sul valore massimo estraibile (MEV) e gli amministratori possono aggiornare i smart contract senza preavviso agli utenti.

Fonti: CoinDesk, Decrypt, Cointelegraph.

Questo articolo ha solo scopo informativo e non costituisce consulenza finanziaria o raccomandazione di investimento.

* Contenuto realizzato con l'ausilio di sistemi di intelligenza artificiale.

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